47 morto che parla

L’avarissimo barone Antonio Peletti (Totò) ha ereditato dal padre una cassetta contenente monete preziose e gioielli dal valore altissimo. Nel testamento il defunto aveva espresso la volontà di devolvere metà del patrimonio al comune affinché venisse costruita una scuola, mentre l’altra metà passerebbe a suo nipote, ovvero il figlio di Antonio, Gastone (Aldo Bufi Landi) innamorato della soubrette Marion Bonbon (Silvana Pampanini). Ma il barone Peletti, pur di non separarsi dal tesoro, nega di averlo mai ritrovato e in questo modo asserisce di non poter donarne la metà al comune. Ma la scuola deve essere costruita subito (i bambini sono costretti a fare 4 km all’andata e 4 km al ritorno per andare alla scuola comunale del paese vicino) e, per riuscire a sapere dove il riccone tiene nascosto il suo tesoro, gli amministratori comunali, con un’efficace messinscena e l’aiuto di una compagnia teatrale, gli fanno credere di essere morto e di trovarsi nell’aldilà.

Film con: Totò; Silvana Pampanini; Dante Maggio; Adriana Benetti; Tina Lattanzi; Aldo Bufi Landi.

Regia Carlo Ludovico Bragaglia, 1950.



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Qui sotto una scena tratta da “47 morto che parla”.


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