Il Teatro

Pur essendo conosciuto generalmente per le sue opere cinematografiche, Totò è stato un grandissimo attore di teatro. Anzi, la sua fama iniziale è dovuta per l’appunto alle sue rappresentazioni teatrali, solo in un secondo momento ha raggiunto l’apice della notorietà grazie ai film che ha interpretato.
Nell’arco di trent’anni Totò portò in scena circa 40 spettacoli tra commedie e rappresentazioni di avanspettacolo (fino al 1939), oltre a dodici “grandi riviste” negli anni quaranta e cinquanta.
Nel 1957 dovette forzatamente abbandonare le scene a causa della malattia agli occhi, pur essendo ancora in piena attività nel campo del cinema.

Totò inizia a calcare i palcoscenici teatrali già a 15 anni: nel 1913 frequentava i teatrini periferici esibendosi in macchiette e imitazioni.
Nel periodo degli anni ’20 ha partecipato a molti spettacoli con la compagnia di Giuseppe Jovinelli e presso la Sala Umberto di Roma.

Verso la fine del decennio è ormai in piena attività.
Nel 1928, nella compagnia di Isa Bluette partecipa a:
Madama Follia, di Ripp (Luigi Miaglia) e Bel Ami (Anacleto Francini);
Il Paradiso delle donne, di Ripp e Bel Ami;
Mille e una donna, di Ripp e Bel Ami;
Girotondo, di Ripp e Bel Ami;
Peccati… e poi Virtudi, di Masera (Marchesotti, Segurini e Rapetti).

Fra il 1928 e il ’29, nella compagnia di Achille Maresca:
Sì, sì, Susette, di Ripp e Bel Ami;
La stella del Charleston, di Giovanni Manca e Refrain;
Monna Eva, di Paolo Reni;
La giostra dell’amore, di Cherubini, Armando Fragna e Cesare Andrea Bixio.

Fra il ’29 e il 1930, nella Compagnia Stabile Napoletana Molinari di Enzo Aulicino:
Messalina, di Kokasse (pseudonimo di Mario Mangini) e Mascaria (pseudonimo di Maria Scarpetta, figlia di Eduardo Scarpetta);
Lo balcone de Rusinella, di Eduardo Scarpetta;
Santarellina, di Henri Meilhac e Ludovic Halévy. Riduzione di Mario Mangini;
Miseria e nobiltà, di Eduardo Scarpetta;
Amore e cinema, di Carlo Mauro;
Il processo di Mary De’ Can, di Carlo Mauro;
Bacco, Tabacco e Venere, di Mario Mangini e Carlo Mauro
I tre moschettieri, di Kokasse.

Nel 1931, nella compagnia di Achille Maresca:
La vile seduttrice, di Ripp e Bel Ami;
La vergine di Budda, primo avanspettacolo scritto da Antonio De Curtis, Totò. Da notare che a partire dal 1931 Totò figura spesso come autore e attore.

Nella Compagnia di Riviste e Fantasie Comiche Totò:
1932: Colori nuovi, scritto da Antonio De Curtis e Guglielmo Inglese;
1932: Ridi che ti passa, scritto da Antonio De Curtis e Guglielmo Inglese;
1932: Era lui, sì… sì…! Era lei, no… no…!, di Antonio De Curtis e Guglielmo Inglese;
1932: La vergine indiana, scritto da Antonio De Curtis;
1932: Totò, Charlot per amore, scritto da Antonio De Curtis;
1933: Al Pappagallo (Compagnie di riviste di Totò);
1933: Se quell’evaso fossi io, di Bel Ami;
1933: Questo non è sonoro, di Tramonti (pseudonimo di Paolo Rampezzotti);
1933: Il mondo è tuo, scritto da Antonio De Curtis e Cliquette (pseudonimo di Diana Bandini, moglie di Totò);
1933: La banda delle gialle, di Tramonti;
1933: Dalla calza al dollaro, di Tramonti;
1933: Il grand’Otello, di Bel Ami;
1934: La mummia vivente, di Bel Ami e Tramonti;
1934: I tre moschettieri, di Mario Mangini e Tramonti;
1935: Belle o brutte mi piaccion tutte, di Guglielmo Inglese e Tramonti;
1936: 50 milioni… c’è da impazzire!, scritto da Antonio De Curtis e Guglielmo Inglese;
1936: Una terribile notte, di Mario Mangini;
1937: Dei due chi sarà, scritto da Antonio De Curtis;
1937: Uomini a nolo, scritto da Antonio De Curtis e Bel Ami;
1937: Novanta fa la paura, scritto da Antonio De Curtis;
1938: Se fossi un Don Giovanni, scritto da Antonio De Curtis;
1938: L’ultimo Tarzan, scritto da Antonio De Curtis;
1938: Accade una notte che…, scritto da Antonio De Curtis;
1939: Fra moglie e marito, la suocera e il dito, ultimo avanspettacolo scritto da Antonio De Curtis.

A teatro fra Anna Magnani e Mario Castellani, Volumineide – 1942

Dagli anni ’40 inizia il ciclo della Grande Rivista:
1940-1941: Quando meno te l’aspetti…, scritta da Michele Galdieri e messa in scena dalla Compagnia Grandi Riviste Totò;
1941-1942: Volumineide, scritta da Michele Galdieri e messa in scena dalla Compagnia Teatrale Errepi di Remigio Paone;
1942-1943: Orlando curioso, scritta da Michele Galdieri e messa in scena dalla Compagnia Teatrale Errepi di Remigio Paone;
1943-1944: Aria nuova, scritta da Antonio De Curtis e messa in scena dalla Compagnia Totò organizzata da Antonio De Curtis ed Elio Gigante;
Che ti sei messo in testa?, scritta da Michele Galdieri prima della liberazione di Roma (4 giugno 1944) e messa in scena dalla Compagnia Grandi Riviste Totò-Magnani;
1944-1945: Con un palmo di naso, scritta da Michele Galdieri subito dopo la liberazione di Roma, e messa in scena dalla Compagnia Grandi Riviste Totò-Magnani;
Imputato… alziamoci!, scritta da Michele Galdieri e messa in scena dalla Compagnia Totò-D’Albert di Remigio Paone;
1945-1946: Un anno dopo, scritta da Oreste Biancoli e messa in scena dalla Compagnia Totò-D’Albert di Remigio Paone, con Lucy D’Albert, Vittorio Caprioli e Alberto Bonucci;
1946-1947: Eravamo sette sorelle scritta da Aldo De Benedetti e Michele Galdieri e messa in scena dalla Compagnia Totò di Romagnoli;
Ma se ci toccano nel nostro debole… scritta da Nelli, Mangini, Garinei & Giovannini e messa in scena dalla Compagnia Totò di Romagnoli;
1947-1948: C’era una volta il mondo, scritta da Michele Galdieri e messa in scena dalla Compagnia Spettacolo Errepi di Remigio Paone, che presenta la Compagnia Totò-Barzizza;
1949-1950: Bada che ti mangio!, scritta da Michele Galdieri e Antonio De Curtis e messa in scena dalla Compagnia Spettacoli Errepi di Remigio Paone, che presenta la Grande Compagnia di Riviste Totò-Barzizza-Giusti;
1956-1957: A prescindere, scritta da Nelli e Mangini e messa in scena dalla Compagnia Spettacoli Errepi di Remigio Paone che presenta la Compagnia Totò-Yvonne Menard (l’ultima rivista di Totò, interrotta per l’improvvisa malattia agli occhi del comico il 4 maggio 1957, al Teatro Politeama di Palermo).